Oneri CTS e CTSm in Bolletta: Cosa Sono e Come Evitarli

Nov 19, 2019

Chi ha letto i nostri precedenti articoli avrà già compreso quanto, per noi, sia importante far conoscere le differenti possibilità di risparmio nelle spese relative ai consumi energetici.

In linea con il nostro obiettivo, in questo articolo parleremo di due voci spesso presenti nelle fatture dell’energia elettrica, che comportano oneri di spesa aggiuntivi: il CTS e il CTSm. Terminata la lettura dell’articolo, avrai capito cosa sono il CTS e il CTSm, a chi vengono applicati, a quanto ammontano e come agire per evitare di pagarli ancora. Iniziamo!

CTS e CTSm sono costi di servizio? Come sapere se li stai pagando?

Probabilmente, ora che stai leggendo vorresti sapere subito se sono voci presenti nelle sue bollette. Prima di spiegare tutto nel dettaglio, anticipiamo quindi due aspetti:

1° punto: CTS e CTSm sono delle penali a tutti gli effetti e non – come erroneamente molti credono – dei costi di servizio. Per questo motivo, sono costi elevati ma eliminabili. Come? Lo vedremo qui tra poco.

2° punto: Essendo delle penali, non tutti vi sono soggetti. L’unico modo per sapere se li stai pagando è quello di controllare, una a una, le varie bollette dell’energia elettrica ricevute negli ultimi 12 mesi. Infatti, non è sufficiente verificare che CTS e CTSm non siano presenti nell’ultima bolletta ricevuta, perché vengono indicati solo in alcune bollette dell’anno. Il numero di rate annuali e la loro cadenza non sono disciplinati dalla normativa e sono a discrezione del fornitore energetico.

Cos’è il CTS?

Il CTS (Corrispettivo Tariffario Specifico) è un contributo richiesto, a partire dal 2008 (a seguito della delibera 333/07), solo ai clienti MT (in media tensione) che:

⦁ non hanno adeguato la loro cabina di trasformazione alla normativa CEI-016

⦁ se hanno effettuato richiesta di connessione prima del 16 novembre 2006, non hanno fatto produrre e inviato la dichiarazione di adeguatezza (DIDA).

Prima di addentrarci nell’ambito della dichiarazione di adeguatezza per capire in cosa consiste e come ottenerla, scopriamo anche cos’è il CTSm.

Cos’è il CTSm?

Il CTSm (Corrispettivo Tariffario Specifico Maggiorato) è una penale in vigore dal 2009 per i clienti MT che, come nel caso del CTS, non hanno adeguato la loro cabina di trasformazione alla normativa CEI-016 o non hanno fatto produrre e inviato la documentazione di adeguamento (DIDA) entro i termini stabiliti (si applica dall’1 settembre 2008 solo a determinati utenti a media tensione).

A quali utenti si applica il CTSm?

Il corrispettivo tariffario specifico maggiorato viene applicato:

  • A coloro che hanno una Potenza Disponibile (PD) inferiore o uguale a 400 kW se:
    • hanno richiesto un aumento di potenza pari o superiore a 50 kW;
    • b. hanno applicato un prelievo di potenza superiore a quella disponibile almeno in due mesi distinti nell’anno solare.
  • A coloro che hanno una Potenza Disponibile (PD) superiore a 400 kW  se:
    • hanno richiesto un aumento di potenza pari o superiore a 100 kW;
    • hanno una applicato sistematicamente un prelievo di potenza superiore a quella disponibile;
  • A coloro che hanno effettuato un aumento di potenza che abbia determinato il superamento dei 400 kW.
  • A coloro che sono subentrati a una precedente utenza di durata inferiore a 365 giorni e che:
    • hanno richiesto aumenti di potenza nei parametri delle soglie elencate ai punti 1, 2, 3;
    • hanno successivamente aggiunto nuovi trasformatori in parallelo, senza rispettare la norma CEI 0-16 sulla potenza massima, anche se hanno inviato la dichiarazione di adeguatezza.

Attenzione: Basta che si sia verificata una singola condizione, ad esempio 1 A, affinché si rientri nella categoria di utenti soggetta alla penale.

Ricapitolando, il CTS è una penale rivolta ai clienti in media tensione che non hanno adeguato le cabine di trasformazione e che non rientrano in nessuna delle situazioni descritte nell’elenco riguardante il CTSm.

Viceversa, appunto, viene applicato il CTSm che, come si può immaginare, è una sanzione più salata.

Come sono nate queste penali e perché esistono?

Il CTS è stato introdotto quando l’AEGG (Autorità per l’Energia Elettrica e per il Gas) ha deliberato un programma di miglioramento per garantire un aumento della qualità del servizio e della continuità dello stesso da parte dei fornitori di energia elettrica (deliberazione 333/07).

All’interno di questo programma, sono stati fissati anche i requisiti tecnici che il cliente finale deve rispettare se rientra all’interno degli utenti MT (ovvero a media tensione).

Il CTSm è stato introdotto successivamente, ma sempre per lo stesso obiettivo: lo scopo di CTS e CTSm è quello di convincere gli utenti MT a passare a una cabina di trasformazione più efficiente e a fornire la dichiarazione di adeguatezza.

L’introduzione del CTS e del CTSm, infatti, ha portato a una riduzione delle interruzioni del servizio elettrico, sia per numero, sia per durata.

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          Gestione reclamo: cosa fare in caso di mancata risposta dal fornitore?

          Gestione reclamo: cosa fare in caso di mancata risposta dal fornitore?

          L’aumento dei prezzi dell’energia e gas, dovuta come sappiamo, a vari fattori geopolitici e alla condizione particolare che stiamo attraversando, ha avuto ripercussioni su molti fornitori italiani, alcuni dei quali nei mesi scorsi sono stati costretti o dichiarare fallimento.
          Come avevamo già anticipato durante il nostro ultimo webinar, “Crisi energetica in Italia: come funzionano i mercati di ricaduta dell’energia “, molti clienti finali si sono ritrovati all’interno di uno dei mercati di ricaduta previsti dall’Autorità.
          I clienti coinvolti hanno ricevuto una comunicazione, che oltre ad invitarli a trovare un altro fornitore (per evitare di finire in servizio di ultima istanza), avvisava anche delle eventuali variazioni delle condizioni contrattuali ed economiche da considerare.